Nel 2001 l’American Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come disciplina per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nel malato d’Alzheimer. In generale, si osserva una riduzione dei sintomi più invalidanti della malattia ed è emerso che la partecipazione regolare alle sedute aiuta a rallentare i processi degenerativi e migliora le condizioni generali.

La musicoterapia è una relazione clinica di natura sonoro – musicale, in cui il linguaggio usato per comunicare è quello dei suoni e della musica. Creare una relazione sufficientemente sicura con il paziente permette di lavorare attraverso la dimensione sonoro – musicale, temporale, non verbale, consentendogli di affrontare i cambiamenti, sostenere l’espressione e lo sviluppo della qualità della vita in qualsiasi circostanza.

I primi scambi comunicativi madre–bambino sono interazioni a carattere affettivo in cui entrambi collaborano nella creazione di scambi gestuali, vocali ed espressivi caratterizzati da una certa alternanza dei turni. Queste forme di interazione avvengono durante gli scambi comunicativo – espressivi negli interventi di musicoterapia e si possono ritrovare anche nelle fasi più avanzate di demenza.

Obiettivi

 L’intervento di musicoterapia è calibrato sulla persona e gli obiettivi generali, che dipendono dallo stadio della malattia, si muovono tra diverse dimensioni:

a) Fisico – motorio (favorire l’esercizio fisico; miglioramento della coordinazione motoria, etc.)

b) Cognitivo (stimolazione delle potenzialità cognitive – memoria, attenzione, linguaggio, riattivazione della memoria musicale- e le abilità residue; mantenimento e/o recupero del senso di identità; favorire un contatto con la realtà e la dimensione spazio – temporale);

c)  Espressivo (sostenere le competenze espressive; implementare le capacità comunicativo – relazionali aprendo nuovi canali comunicativi e favorendo la ristrutturazione di quelli compromessi; sperimentare il piacere dell’autoespressione) ;

d) Psicologico (modificare il tono dell’umore; ridurre e contenere i disturbi comportamentali; sostenere le competenze espressive e relazionali; favorire la socializzazione; favorire la regolazione emotiva, migliorare le proprie capacità di adattamento secondo le proprie capacità di funzionamento);

Accanto a questi rivolti al “malato” si possono individuare obiettivi rivolti al caregiver: sostegno alla domiciliarità, aiuto a sostenere la relazione con il proprio caro, supporto al caregiver formale e informale; miglioramento della qualità di vita.

A chi è rivolto

Il presente progetto si rivolge a quelle persone con demenza che sono costrette a rimanere a casa. Anche il caregiver può prendere parte all’attività, chiaramente se se la sente.

Attività

L’approccio, che si inserisce all’interno del modello della Libera Improvvisazione di Juliette Alvin, prevede l’utilizzo di una metodologia integrata attivo – interattiva con momenti recettivi. In questo gli strumenti e la musica occupano un ruolo di primaria importanza ed il canale sonoro – musicale occupa una posizione principale in quanto la musica è lo stimolo primario o il mezzo di risposta ai fini del cambiamento terapeutico.

Alla luce di quanto esposto si prevede l’utilizzo sia di metodi Attivi (improvvisazione, canto di canzoni basati sulla reminiscenza) sia metodi Recettivi (ascolti) che prevedono che la musica agisca più dall’interno. La scelta del metodo avverrà in seguito osservazione della persona, delle sue caratteristiche e dei suoi bisogni.

Durata  e frequenza incontri

Cicli di 10 incontri di circa 1 ora a cadenza settimanale.

Il numero di persone con demenza che potranno beneficiare del progetto di musicoterapia a domicilio, dipende da te! E’ infatti grazie alle donazioni se riusciamo a stare vicini a sempre più persone!

Se vuoi saperne di più, contattaci al:
 – 0541 – 28142
–  331 – 8283103

 – info@alzheimerrimini.net

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